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21 Novembre 2024Comprendere la Compassione
La compassione è definita come la capacità di riconoscere la sofferenza altrui insieme al desiderio di fare qualcosa per alleviarla. Posare lo sguardo sull’altro è il primo passo. L’attenzione, così come la comprensione empatica, sono componenti determinanti. A differenza dell’empatia però, che implica la capacità di condividere i sentimenti che prova l’altra persona, la compassione include un elemento di azione. Eve Ekman, ricercatrice esperta di emozioni, ha svolto numerosi studi sulla compassione e sottolinea come la spinta ad agire sia l’elemento distintivo. Una formula riassuntiva per spiegare al meglio questa attitudine è: compassione = empatia + azione.
L’importanza della Compassione negli ambienti lavorativi
Quando un collega sta attraversando un momento difficile, andargli incontro con compassione può rinforzare la relazione. Con molta probabilità quell’episodio rimarrà impresso nella mente dell’altra persona, la quale sarà portata a sua volta a supportarci quando ne avremo bisogno. Creare ambienti lavorativi orientati alla compassione non è solo una questione di benessere individuale, rappresenta per le organizzazioni una scelta specifica per valorizzare i rapporti umani in un’epoca caratterizzata da cambiamenti e incertezze. Negli Stati Uniti molte aziende, a partire da colossi come Google e Saleforce, hanno iniziato a riconoscere l’importanza della compassione come valore aziendale. Ognuno di noi, infatti, quando si reca al lavoro porta con sé i propri vissuti, le emozioni, i litigi e le incomprensioni che attraversano ogni vita. Non è detto che sia necessario condividere le proprie frustrazioni e sofferenze con i colleghi, ma se i confini personali e lavorativi tendono a intrecciarsi, è importante riconoscere che la compassione può rappresentare un elemento strategico per creare più coesione sul luogo di lavoro.
Un’abilità fondamentale per il futuro
La compassione non è solo una “soft skill”, ma un’abilità cruciale per il successo in un contesto lavorativo sempre più complesso e interconnesso. Le aziende che investono nella formazione alla compassione sono motivate a costruire ambienti di lavoro dove le persone si sentano valorizzate e comprese. Bastano anche solo cinque minuti di attenzione, durante l’intera giornata, per sentirsi riconosciuti e compresi a livello emotivo. Condizione che rinforza il senso di sicurezza psicologica, e aiuta ad esprimersi senza temere il giudizio. Questi programmi non solo insegnano tecniche di ascolto attivo e supporto emotivo, concorrono anche a promuovere il cambiamento culturale che incoraggia l’accettazione della propria vulnerabilità e l’autenticità. Mostrare le proprie debolezze favorisce l’inclusione e ci permette di valorizzare la differenza invece di eliminarla. Tuttavia, per facilitare questo passaggio, è essenziale che la leadership si impegni attivamente per promuovere atteggiamenti compassionevoli.
Cinque passi pratici per costruire la compassione
- Scoprite cos’è la compassione e quali sono i suoi benefici per voi stessi e per gli altri
- Praticate l’auto-compassione. Riconoscete l’inevitabilità della sofferenza, osservatela e trattate voi stessi con la stessa gentilezza, attenzione e comprensione con cui trattereste un’altra persona
- Osservate i vostri atti di gentilezza verso gli altri. Aiutate le persone a fare le cose che potrebbero faticare a fare da sole
- Cambiate l’orientamento dell’attenzione da voi stessi al gruppo, riconoscendovi come parte di un sistema in cui la cooperazione porta a risultati migliori rispetto all’individualismo
- Affinate continuamente le capacità di non giudizio e la tolleranza verso le emozioni più complesse
Testo di Diego Ingrassia



