Arrossire

ARROSSIRE: le reazioni neurofisiologiche che accompagnano le emozioni

L’arrossire in volto può accompagnare reazioni emotive di imbarazzo, vergogna o rabbia. Ma può essere osservato anche in chi sta svolgendo un impegnativo sforzo fisico, in chi è eccitato sessualmente, o in molte altre situazioni slegate dalle emozioni primarie e secondarie.

Non è quindi un elemento specifico di una singola emozione. I principali fattori scatenanti che causano l’arrossire possono talvolta essere ascritti all’ambito delle relazioni interpersonali: chi è messo al centro dell’attenzione in un gruppo, o magari è costretto a parlare in pubblico, oppure si trova in un luogo dove non conosce nessuno ed è costretto a interagire verbalmente con qualcuno, può arrossire in volto.

Il rossore può palesarsi sul viso, sulle orecchie o sul collo, e ciò può divenire un’ulteriore fonte d’imbarazzo nella persona che arrossisce (si crea un circolo vizioso senza fine: “imbarazzarsi del mostrare pubblicamente imbarazzo”).

A livello neurofisiologico, l’arrossire è causato da un’improvvisa attivazione del Sistema Nervoso Simpatico, che dilata i piccoli vasi sanguigni del viso e del corpo.

Va sempre considerato il fatto che, quando notiamo una persona arrossire in viso, non abbiamo mai la certezza del perché arrossisca e quale tipo di emozione stia eventualmente provando: è sempre opportuno approfondire il tutto attraverso l’impiego di domande mirate che ne sondino emozioni e cognizioni, in modo opportuno ed efficace.

Diego Ingrassia

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