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Psicologia, più carezze per aumentare l’autostima

Il contatto fisico aiuta a sviluppare la percezione di se stessi

L’autostima non è un sentimento che nasce solo dentro se stessi e non ha una dimensione puramente psicologica: un gruppo di ricercatori britannici ha scoperto quanto anche il contatto fisico possa essere determinante da questo punto di vista. In particolare, i risultati delle loro ricerche, pubblicati su Frontiers in Psychology, hanno dimostrato l’importanza delle carezze nello sviluppare il senso di appartenenza del corpo e a crearsi una buona immagine di se stessi.

Gli studi hanno coinvolto 52 adulti sani e hanno analizzato l’effetto di 2 diversi tipi di tocco: carezze lente e amorevoli o contatti rapidi e neutrali. Per permettere ai ricercatori di valutare le sensazioni provate durante gli esperimenti tutti i partecipanti hanno dovuto compilare dei questionari specifici. I risultati ottenuti hanno svelato che le carezze sono uno dei segnali che aiutano a controllare la percezione di se stessi, insegnando al cervello a costruirsi un’immagine mentale del proprio corpo che ha come effetto finale lo sviluppo di un’immagine coerente di se stessi.

Come spiega Laura Crucianelli, primo autore della ricerca, “dato che un tocco affettuoso è quello che tipicamente si riceve da una persona amata, questi risultati evidenziano ulteriormente quanto i rapporti stretti implichino comportamenti che possono giocare un ruolo cruciale nello sviluppo della percezione di sé”. Ora i ricercatori intendono studiare se l’assenza di segnali sociali, come le carezze affettuose di un genitore nei confronti del proprio bambino, possano causare difficoltà nella costruzione dell’idea che il piccolo ha di sé e dello sviluppo dell’autostima, già in passato associate a disturbi come l’anoressia nervosa e la bulimia.

di Silvia Soligon (Il Sole 24 Ore  del 09/10/2013)

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